Post Virus tra utopie e distopie.

Dall’Epopea di Gilgamesh al 5G

David De Biasi (attivista transumanista)
David De Biasi (attivista transumanista)

L’eroe sumero Gilgamesh, durante la veglia funebre di un suo amico ne osserva la decomposizione. ed inorridito si avventura inutilmente alla ricerca di un elisir di lunga vita.

D’altronde sconfiggere la morte non è stata da secoli la nostra priorità? L’attuale progetto scientifico, che porta il suo nome, ha come imperativo la risoluzione a questo enigma con una nuova specie “amortale“.

Come evolverà il mondo alla fine della pandemia, le innovazioni saranno una risorsa per migliorare i nostri standard di vita. oppure saremo schiacciati da distopiche dittature come inermi spettatori senza più libero arbitrio?

David De Biasi, da co-fondatore della corrente transumanista italiana e conoscitore dei nuovi scenari tecnologici è l’unico, in questa giungla di fake news, a potermi dare un sincero approccio agli stravolgimenti in atto.

Stiamo affrontando la prima crisi globale, ed i nostri governi con le misure adottate stanno cambiando la sorte di quasi 7 miliardi di Sapiens, con “imposizioni” che si ripercuoteranno in tutti i campi, soprattutto nel “distanziamento sociale”, che finita l’emergenza spero rimarrà legata ai ricordi di queste drammatiche giornate.

Smart Working

Lo smart-working, per necessità è entrato nella nostra quotidianità ed in recente futuro un’abitudine.

M.I.:“Buonasera David, come co-fondatore dell’ Humanity Plus italiana, hai accesso ad informazioni molto più dettagliate. Pensi che gli attuali cambiamenti avranno ripercussioni catastrofiche, come molti pensano?”.

D. De B.”Assolutamente no, anzi è l’esatto contrario ed irromperanno nella nostra vita migliorandola, soprattutto nell’epoca post-pandemica che ci aspetta. Sono un transumanista e di conseguenza fiducioso nelle innovazioni tecnologiche quando esse sono indirizzate ad espandere la libertà umana.

Per prendere come esempio uno dei numerosi settori interessati: evidentemente ci voleva una pandemia per sensibilizzare enti pubblici e popolazione nei confronti degli indubbi vantaggi dello smart-working.

Ogni cambiamento dirompente viene sempre visto con sospetto, mentre il lavoro da remoto sta giovando a tanti settori, che nonostante siano vessati dalle pesanti restrizioni riescono a continuare la loro produzione, accorciando tempi e distanze, e permettendo di abbattere l’inquinamento causato dagli spostamenti delle persone.

Rivoluzione 5G e Smart City.

IL 5G aprirà tutta una serie di nuovi scenari tecnologici.

M.I.:“Molti complottisti, affermano che il Coronavirus è stata una scelta mirata per tenerci mansueti in casa, mentre i potenti stanno cambiando le sorti del pianeta, anche con l’installazione del 5G. E’ proprio cosi?”.

D. De B.:”Il 5G avrà un notevole impatto sociale, perché accelererà tre importanti fattori: dematerializzazione, digitalizzazione e il cosiddetto “internet delle cose“: riguardo a quest’ultimo campo tecnologico l’azienda Cisco ha previsto, che a partire dal 2023 il 50% degli interscambi informativi avverrà tra macchine.

La nuova connessione a differenza della fibra, con il suo semplice assemblaggio coprirà zone remote, ed i servizi che ivi si appoggeranno saranno più performanti.  La nuova rete collaborerà con l” “internet dallo spazio“, un livello di comunicazione diretto dai satelliti puntuale e rapido.

L’idea che abbiamo oggi delle città muterà radicalmente, avremo i primi veicoli autonomi che connettendosi tra loro, si monitoreranno a vicenda ed eviteranno possibili incidenti, in quanto non commetteranno gli errori di distrazione dell’essere umano medio (i veicoli a guida autonoma sono tenuti a standard molto più elevati rispetto ai conducenti umani).

Gli attivisti tecnologici sono entusiasti di questa “rivoluzione copernicana” nel campo degli “oggetti intelligenti”, mentre non siamo ancora del tutto pronti a riconvertire il nostro “habitat” pubblico con radicali trasformazioni.

L'”internet delle cose” entrerà gradualmente nelle nostre vite e metabolizzeremo i cambiamenti, solo quando constateremo i suoi reali benefit, con la riduzione degli incidenti,  la razionalizzazione del traffico e l’abbassamento del livello d’inquinamento.

All’inizio ci saranno corsie preferenziali per questi autoveicoli, mentre robot di consegna cominceranno a girare per le strade magari inizialmente teleguidati da esseri umani, e si potrà veramente concepire una “sharing economy” nel settore dei trasporti dato che gli autoveicoli per uso personale potranno essere prenotati e condivisi “on-demand”: insomma le innovazioni correranno parallelamente al nostro vecchio tessuto urbano e solo quando l’automatizzazione vincerà la sua sfida, raggiungeremo l’idea di una città interamente “smart”.

L’Italia ancora non è all’avanguardia e la sua classe politica è troppo immatura, per stare al passo con i tempi.

5G Verità e fake news

Final Banner
Final banner.

M.I.:“Molti attivisti ci hanno messo in guardia dal 5G. Abbiamo realmente motivo di preoccuparci per la nostra salute?”.

D de B.:”Circolano troppe fake sui social. Le onde del 5G , non provocano in alcun modo danni cellulari a differenza di altri tipi di onde, perché la loro frequenza è troppo debole per causare problemi al DNA.

Le paure sono del tutto infondate, non ci sono studi scientifici che attestino il contrario, e in pochi hanno compreso il suo potenziale campo di applicazione.

Uomo o tecnologia

Robot
Uomo o Robot?.

M.I.:” Ci sono smart city?”.

D de B.:”E’ una domanda controversa e spesso equivocata. Ma cosa intendiamo realmente per “smart city” e soprattutto chi è il fulcro dell’esistenza, l’uomo o la tecnologia? Naturalmente il primo, le macchine sono solo strumenti tesi a migliorare la qualità della nostra vita ed a tutelarne la sicurezza.

Come uno dei “padrini” del movimento transumanista, tengo a precisare quanto crediamo nella salvaguardia degli aspetti etici e sociali di ogni singola persona, proprio per questo chiediamo a chi custodisce le “chiavi della centralizzazione” di non abusare di questo arduo compito morale.

Dobbiamo armonizzarci ai cambiamenti, ed indirizzarli in direzione etica , in modo tale che ogni cittadino possa trovare una sua personale collocazione nelle logiche dei nuovi sistemi, anche se molti detrattori demonizzano l’automazione tecnologica, seminando panico per una possibile emorragia di futuri posti di lavoro, o all’opposto sottovalutando il potenziale dirompente della robotizzazione del lavoro.

Per evitare ciò è nata l’idea di un “dividendo sociale universale“, un’evoluzione del “reddito di cittadinanza” in senso non meramente economico, come redistribuzione della ricchezza prodotta dalla efficienza e produttività delle macchine intelligenti, ma pure come riconoscimento morale della persona in quanto appartenente alla comunità umana.

Tale forma di “dividendo” segnerebbe il passaggio da un’ideologia del lavoro a un’etica dell’autodeterminazione, d’altronde come dice il tecnologo Kevin Kelly: “la produttività va bene per i robot, invece gli esseri umani eccellono nel perdere tempo, sperimentare, giocare, creare ed esplorare.”

Dittature della felicità, future pandemie e privacy

Il celebre studioso Noha Harari, scrittore del celebre libro “Homo Deus“.

M.I.:“Alla fine del Coronavirus , quali saranno le conseguenze a cui dovremo far fronte e sopratutto le restrizioni adottate, saranno l’unica scelta impostaci da ipotetiche dittature orwelline. Domanda scontata ma di cui vorrei un suo personale parere”.

D. De B.:”In un suo recente articolo, il celebre studioso Yuval Noha Harari, nutre amletici dubbi sulla questione e si pone una domanda riflettendo se la nostra “reclusione” è dettata da un atteggiamento teso a salvaguardaci, oppure ad imprigionarci con restrizioni imposte da stati dittatoriali?

Non si può non far riferimento alla Cina, capofila nel monitoraggio della sua popolazione attraverso delle app, celere nell’arginare il contagio, individuando possibili infetti e le loro frequentazioni.

Il pericolo orwelliano a cui stiamo andando ciecamente incontro è che le drastiche restrizioni per contenere la pandemia, ,applicate anche in molti paesi occidentali, possano costituire un’inquietante precedente per calpestare i diritti civili fondamentali e quindi aprire la strada a futuri e distopici stati di polizia.

La privacy, invece, è il vero aspetto spinoso della questione e come transumanista mi auguro che il futuro sia dissimile dal distopico capolavoro di Aldous Huxley: “Il Mondo Nuovo“, in cui la società è retta da una felicità non supportata dall’intelligenza e dell’empatia, un originale modo per opprimere le masse e schiacciarle sotto un opprimente filo conduttore: l’indottrinamento sociale, la perdita delle proprie emozioni e dell’autodeterminazione individuale.

Il discorso è troppo vasto per per dare una risposta del tutto esauriente e se da un lato abbiamo paura di ciò che si sta prospettando dall’altro dobbiamo tesserne le lodi, perché solo grazie al tracciamento digitale e all’ausilio di intelligenze artificiali, nazioni come Corea del Sud e Singapore sono riuscite ad arginare il male. L’uomo è un animale sociale, come avrebbe affrontato la minaccia pandemica senza l’ausilio d’internet?.

Tuttavia, per tornare alle “minacce esistenziali” contro l’umanità non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia, perché potrebbero verificarsi nuove e cicliche minacce pandemiche, a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti globali climatici, d’altronde gli stessi scienziati ci avevano già messo in guardia da tempo.

Dobbiamo avere un’ “exit strategy” che contempli anche l’espansione civile nello spazio, onde sfruttare una nuova economia basata sulla sua colonizzazione, evitando così il dissoluto sfruttamento del nostro pianeta, divenendone invece i suoi saggi custodi.

Transumanesimo
“Smetti di immaginare l’apocalisse, inizia ad immaginare la rivoluzione!.

Questa avventura e opportunità di eco-sviluppo, ci permetterà di andare alla scoperta di risorse alternative sottraendoci a nuovi flagelli, ma allo stesso tempo potrà costituire la nostra azione di lungo periodo, altamente efficace e ineludibile, per salvaguardare la biosfera terrestre e per sostenere la prosperità umana stessa.

In definitiva, il mio auspicio, come progressista e transumanista, è quello di salvaguardare e promuovere sia l’auto-determinazione umana, sia il benessere di ogni intelligenza che manifesti forme di autocoscienza.

Sta girando online da tempo un meme che recita così: “Stop imaging the Apocalypse, start imaging the Revolution!”  (“smetti di immaginare l’apocalisse, inizia ad immaginare la rivoluzione!”). E trovo che sia un bellissima esortazione che mi sento di condividere affinché si affronti, senza panico e pessimismo irragionevole, ma in modo costruttivo e creativo, l’emergenza pandemica corrente.

Ogni crisi sistemica dovrebbe essere presa come occasione per riflettere, meditare e immaginare un cambiamento per noi stessi e per gli altri. E’ un’opportunità, non una catastrofe né una guerra, se sapremo gettare, con coraggio e saggezza, i semi per piantare una rivoluzione del pensiero e dell’azione individuale e collettiva.

Isolamento dittatoriale o Collaborazione globale

Come cambierà il mondo dopo la pandemia?. Il mondo immaginato da Orwell, nel suo 1984 si realizzerà?.

Sono trasportato dall’entusiasmo del mio intervistato, un sincero sostenitore dello spirito di cooperazione tecnologico globale, ma nutro dei dubbi, poiché l’uomo fin dalla sua venuta sulla terra è stato desideroso di prevaricare sui suoi simili.

Non ho gli studi adatti e capisco fin d’ora che la mia persona unica ed irripetibile si omologherà alla massa, come consumatore interinale di cose di cui non ho una reale necessità.

Nella lotta al Coronavirus ogni nazione ha avuto una sua personale politica e non c’è stato un progetto sinergico globale per combattere la momentanea paralisi.

La mia domanda e se questo periodo di stasi, isolerà alcune nazioni portandole tra le spire di nuove tecnocrazie, oppure nascerà uno spirito di collaborazione globale, in cui eviteremo di pagare lo scotto delle presenti scelte ed a cui difficilmente potremmo portar rimedio.

 

 

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4 thoughts on “Post Virus tra utopie e distopie.

  1. Grazie Marco, mi è piaciuta molto questa intervista, l’ho trovata molto interessante. Non conoscevo De Blasi, è stata una piacevole scoperta.

    1. Sono glie effetti futuri del Nuovo Umanesimo, che preso diventerà una corrente politica. L’unico dubbio è sapere se chi avrà le chiave della centralizzazione, si comporterà nel giusto modo.
      Grazie

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