Ossezia del Sud il paese che non “c’è”.

2019 Nur Sultan – 2020 Stalinir

Astana, oggi Nur Sultan la metropoli, che ha cambiato il suo volto urbanistico in meno di un ventennio.

Astana qualche giorno prima del mio arrivo, volta pagina cambiando il proprio nome in onore del presidentissimo Nur Sultan, timoniere della sua nazione da più di un ventennio, ed oggi ritirato dalla scena politica.

Anche l’establishment della piccola Ossezia del Sud ha voluto cambiare la toponomastica della sua capitale Tskhinval, affibbiatagli durante il periodo di Kruscev, in Stalinir (Città di Stalin), seguendo la sua naturale linea politica.

In Italia abbiamo il rappresentante di questa enclave caucasiaca, il dottor Mauro Murgia, che raggiungo telefonicamente per un’intervista, onde conoscere i retroscena di una terra ancora in lotta per il riconoscimento della sua indipendenza.

Georgia ed Ossezia del Sud un conflitto mai risolto

Il Caucaso è ancora una polveriera con le due terre di Abcasia e Ossezia del Sud, che rivendicano la propria indipendenza.

M.I.:”Buon pomeriggio Dottor Murgia, com’è all’attualità la situazione politica tra l’Ossezia del Sud e la Georgia. C’è stata una distensione o ancora siamo lontani da un riconoscimento del suo “paese”?“.

M.M.:”Le tensioni continuano e i georgiani non rinunciano a piccole provocazioni quotidiane per innescare una reazione da parte degli ossetini, che preferiscono soprassedere, mantenendo i nervi saldi.

Purtroppo il Caucaso vive una specie di “pace armata” e fin quando non saranno riconosciute le nazioni dell’Ossezia del Sud e dell’Abcasia, questo stato di tensione perdurerà per molto tempo.

Russia ed Ossezia

“L’aiuto russo è stato determinante durante il conflitto e Putin vigila da un possibile attacco georgiano la nostra terra”.

M.I.:”La “Madre Russia” si è adoperata instancabilmente per aiutare il popolo ossetino durante il conflitto. Il presidente Putin appoggia ancora caldamente la causa di questa terra “irredenta”?”.

M.M:”Grazie a dei vecchi trattati, la Russia continua instancabilmente a darci manforte, come il presidente Putin che nutre un grande rispetto nei confronti del popolo ossetino, tanto da non essere mai entrato nel merito delle sue scelte politiche.

Il rapporto tra le due nazioni è chiaramente cementato da un’intesa economica, ma sopratutto da una militare e logistica, perché senza l’aiuto dell’esercito russo il Caucaso si troverebbe ad affrontare una nuova escalation militare.

Europa-Italia-Ossezia del Sud

Una vista della capitale dell’Ossezia del Sud Tskhinvali, oggi Stalinir.

M.I.:”Da quando sono venuto a contatto con la realtà ossetina e abcasa, l’Europa e l’Italia, stentavano al loro riconoscimento. Ci sono ancora delle resistenze da parte del nostro governo?“.

M.M.:”Nonostante molti paesi importanti dello scacchiere internazionale hanno riconosciuto l’Ossezia del Sud, l’Italia continua a far finta di niente, ed è sulla stessa lunghezza d’onda dei paesi europei quali Francia, Germania ed Inghilterra.

Trovo assolutamente vergognoso però, che a differenza di quest’ultime, il nostro governo nonostante sia a conoscenza della realtà delle cose sia così indeciso da non pronunciarsi affatto.

Voglio ricordare un fatto accaduto a Palazzo Madama quale tempo fa, quando incontrammo Lamberto Dini, che ci ricevette insieme ad una delegazione ossetina ed abcasa.

Avemmo il suo bene placito, non quello degli Stati Uniti e la situazione si arenò ad un nulla di fatto.

Rappresentanza dell’Ossezia del Sud in Italia

Il Dottor Mauro Murgia, il rappresentante in Italia dell’Ossezia del Sud.

M.I.:”A Roma avete una vostra ambasciata. Quali sono le vostre manifestazioni per promuovere il paese in Italia?“.

M.M:”Abbiamo fatto tante iniziative culturali già in passato con alcuni artisti fatti venire appositamente per delle manifestazioni folcloristiche, oltre ad aver invitato il nostro Ministro degli Esteri ed aver stretto protocolli di amicizia con alcune città italiane.

Crediamo fortemente nel nostro operato, per incrementare i rapporti con il “Bel Paese“, ma nonostante la nostra buona volontà e quella delle amministrazioni comunali, abbiamo molte difficoltà a causa dei veti imposti dalla Farnesina, che preferiscono assecondare le rimostranze degli expat georgiani.

Come rappresentante dell’Ossezia in Italia, auspico che un giorno ambo gli schieramenti possano sedersi ad un tavolo e trovare una distensione politica, ma la Georgia ancora è lungi dal filmare un patto di non aggressione.

Per adesso la via di una pacificazione è ancora una chimera irrealizzabile“.

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