L’italia della notte: professione Bodyguard

Una società che ha passato il testimone alla nuova generazione

La discoteca estiva Shada, nella ridente città di Civitanova Marche, meta della movida adriatica.

Ricordi d’infanzia: il bullo di turno insieme alla sua combriccola, prende di mira la vittima, ne scopre un difetto più o meno grave, lo ingigantisce, tormentando con nomignoli di fantasia e pugni il malcapitato.

Ricordi d’adulto: il bullo è cresciuto, ha una famiglia, un posto fisso discretamente remunerativo, moglie noiosa ed ex reginetta di bellezza in pensione e dei figli viziati e volubili, a cui il nostro caro protagonista ha trasmesso geni ed ignoranza, ma che adesso ad un bivio epocale del nuovo mondo, ad uso e consumo dei nostri padroni virtuali, non sa come porsi di fronte al nulla che avanza.

Queste sono le basi della nostra pigra società italica: prepotente con i deboli e “zerbina” con i potenti, ed è a causa del nostro modus operandi che tutto sta cambiando, lasciando posto a violenza gratuita e vessazioni di tutti generi.

Missione “Angelo della notte”

L’intervistato signor Giuseppe Pettorossi ed altri suoi colleghi in una delle tante discoteche dislocate lungo la riviera adriatica.

Ho voluto approfondire, dopo i fatti di cronaca del delitto di Manduria, il fenomeno baby gang, del ritorno al flagello dell’eroina e del cambiamento radicale dei nostri usi e costumi, ad un addetto alla sicurezza, di uno di quelli cosiddetti “tosti”, di quelli che vivono a stretto contatto con queste problematiche e che probabilmente sentono tutto il peso del mutamento in atto.

M.I.: “Buonasera Signor Pettorossi, professione bodyguard. Lei ha vissuto gli anni del boom della disco e vive in questo limbo da trent’anni. Ha lavorato in tante discoteche della riviera, come per esempio il famoso Cocoricò di Rimini. Com’è cambiata la società italiana nei confronti della movida?”.

G.P.: “Principalmente la “notte” era composta a scaglioni e se nel pomeriggio i locali erano frequentati da ragazzi molto giovani, la sera era dedicata maggiormente agli adulti. Adesso invece si sta mischiando tutto e questo comporta che le diverse generazioni, spesso differenti tra loro come modo d’intendere il divertimento possano creare dei problemi. Ma anche la gioventù è cambiata, c’è più abuso di alcool e droga che voglia di divertimento. Non dico che prima non c’era ma sicuramente meno che oggi”. 

M.I: “L’Italia ha una crisi strutturale profonda, che si trascina da più di un decennio, e quindi anche l’industria del divertimento è radicalmente cambiata. Lei pensa che oltre alla stagnazione economica, il mondo dei social ha contribuito ad inflettere questo settore?”.

G.P. “Sicuramente la crisi economica ha creato molti problemi all’industria del divertimento, come anche l’utilizzo dei social. Fondamentalmente credo che i ragazzi oggi giorno non sanno più come divertirsi. Prima si aspettava con ardente desiderio il sabato e la domenica per poter andare a ballare e per poter incontrare gli amici od un amore. C’era un approccio ai sentimenti molto più delicato che oggigiorno. Sembra che dica cose scontate, ma queste cose non esistono più”.

La favolosa epopea della disco e dei divertimenti sembra ormai arrivata al termine – aggiunge il Signor Giuseppel’Italia si è trasformata, un pò per l’avvento dei social ma anche per una dura crisi che stenta a passare“.

M.I.:”Dopo i fatti di Manduria, dove una baby-gang ha ucciso un pensionato, com’è cambiato l’atteggiamento delle nuove generazioni nei confronti della notte?”.

G.P.: “Questa escalation di violenza dipende anche dal vissuto quotidiano del ragazzo e dall’educazione da parte della sua famiglia. I videogiochi violenti, la televisione che si basa su immagini forti. Ripetute all’ossessione si fissano nel cervello e quando qualcuno più esaltato, per sentirsi forte, alza troppo il gomito il gioco è fatto. Spesso è anche il branco che influisce sul singolo individuo, che sentendosi protetto in gruppo, esce la notte per sfogare le proprie frustrazioni”.

M.I.:“Come fate ad arginare con il vostro operato, la violenza, di giovani e non?”.

G.P.: “La paura è un sentimento umano molto importante, perchè è un campanello di allarme che ti fa stare vigile. La difficoltà sta nel non farti prevalere da essa e pensare istantaneamente a come comportarsi. I tanti professionisti con cui mi sono interfacciato fanno fede sempre al detto che prevenire è meglio che curare, perchè quando si capisce che sta nascendo qualche parapiglia si deve sedare all’istante”.

Folla festante nella discoteca Cocoricò. “Il mondo della notte è radicalmente cambiato, non ci sono più i giusti stimoli e per trovare nuove emozioni bisogna trovare sfogo nella valvola della violenza. Questo fa di noi degli svantaggiati poichè oltre ad essere sottopagati come tempi addietro, non siamo più tutelati degnamente“.

M.I.:“Si parla tanto di legittima difesa, molti cittadini si sentono abbandonati dalle autorità e spesso reagiscono esasperati. Lei che è un addetto ai lavori a che punto siamo con tali normative?”.

G.P. “In Italia non esiste la legittima difesa, fondamentalmente, perchè se vengo attaccato da un persona che mi sferra un pugno e reagisco in maniera più violenta, oppure per neutralizzarlo gli faccio male, ne pago le conseguenze. Abbiamo le mani legate, perchè se da una parte non possiamo reagire, dall’altra per evitare risse o eventuali problemi siamo costretti a muoverci di conseguenza. Spesso sono incappato in regolamenti di conti tra due bande rivali e prima che arrivi la polizia abbiamo dovuto utilizzare il pugno di ferro per evitare particolari conseguenze. Nella mia vita di bodyguard ne ho viste davvero tante e proprio per evitare tali infausti avvenimenti che bisogna essere assolutamente professionali”.

M.I.”Gli anni 80. Le notte italiche facevano invidia al resto d’Europa ed il nostro paese ha vissuto un periodo aureo sotto tutti i punti di vista. Lei pensa, che il mondo della notte tornerà allo stesso livello?”. 

L’intervistato con altri due giovani colleghi.

G.P.: “Gli anni passati, purtroppo non ritorneranno. il benessere ed il giusto contesto sono stati gli anni migliori della società italiana. Ma voglio anche sottolineare che prima la discoteca la si viveva con modalità differenti, era tutta una scoperta e sembrava che il boom economico e sociale non sarebbe ma i terminato. Oggigiorno si sono persi i punti di riferimento, la gente crede di sapere ogni cosa e non si emoziona più come accadeva nei decenni precedenti, proprio per questo pur di provare nuovi stimoli si ricorre alla violenza”. 

La libertà una parola ormai scontata

Avevamo conquistato un ampio margine di libertà, godendoci la vita in maniera diversa dalle vecchie generazioni, ma abbiamo fallito avendo dato per scontato questo bel vocabolo e credendo di poter vivere al di fuori del senso civile.

Facciamo un mea culpa, compreso il sottoscritto. 

 

 

 

 

 

 

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