Da Offida a Montalto…Passando per Patrignone – 1^ Puntata “Il magico Piceno”

Offida ricordi di gioventù

Offida è uno dei miei borghi preferiti, affascinante per i suoi monumenti, per le sue ricche tradizioni e per quell’aura di malinconico mistero che si respira.

Nonostante la sua modesta estensione e la sua bassa demografia, il cartellone dei suoi festival è sempre zeppo di eventi, dal celebre “Bove finto“, memore delle allegre scorribande con la mia compagnia universitaria a li “Vilurd“, a cui ho partecipato attivamente, portando diversi anni fa, durante un Carnevale un’alta fascina accesa all’apice e che successivamente ho deposto nell’ampio falò cittadino.

E poi la mia amicizia con uno dei padri fondatori della congrega della Gabbia, Mirko Acciarini, mi hanno a pieno titolo fatto entrare nel gota degli “offidani” residenti fuori sede.

Una splendida mattinata nel centro storico

Alle otto e mezza i raggi dorati del sole illuminano la Colleggiata ed il palazzo Comunale. Non è freddo e quindi decido di spogliarmi e di montare il filtro sul mio drone. I caffè sono chiusi, come i miei occhi che ancora stanchi, sembrano essere avvolti tra le soporifere braccia di Morfeo.

Panorama di Offida
Panorama di Offida

Questa volta il mio co-pilota è il mio amico Hany, che mi aiuta a tenere a vista il “veivolo”. E’ emozionato e mi dice che questo borgo assomiglia alla città romena di Sighisoara, di cui sente fortemente la mancanza.

Dall’alto lo spettacolo è qualcosa di meraviglioso e faccio più passaggi in piazza, per mettere in evidenza il suo elegante skyline.

I primi curiosi in piazza, cominciano ad accalcarsi gentilmente per sapere qualcosa in più della nostra strana presenza. sono tutti gentili e mi danno specifici consigli su dove volare per avere scatti e video da mozzare il fiato.

Una vigilessa, viene verso di me quasi spaventata dalla mia presenza. E’ preparata su quello che mi deve chiedere, sintomo che il paese è ampiamente battuto dagli addetti del settore.

Offida il borgo più economico d’Italia…Ma anche il più misterioso

A causa dello spopolamento della piccola cittadina, il lungimirante sindaco insieme alla sua giunta, ha avuto la brillante idea di non far pagare le tasse comunali a chi vuole trasferire la propria residenza dentro le sue “mura”, contrastando la bassa natalità.

Questa problematica, tipica delle aree interne del nostro paese, mi è confermata da un simpatico signore, che mi narra le sue gesta giovanili, spiegandomi il mistero delle mummie ritrovate nella Chiesa di Santa Maria della Rocca.

Santa Maria della Rocca

Arriviamo dopo una bella passeggiata tra le rue del paesino alla enigmatica chiesa di Santa Maria della Rocca, che è posta a guardia della città, su di un’alto sperone.

Sembra che sia la testata finale della città, poichè ciclisti trafelati dopo una ampia pedalata, motociclisti e giovani ragazzi fermano il loro girovagare nel giardino antistante.

La cripta della chiesa porta il segno delle ampie cicatrici dovute al terremoto, ed è pesantemente restaurata, infatti i pilieri che sorreggono le arcate, sono fortemente irrobustiti.

Visione di Offida da Santa Maria della Rocca

Lateralmente, le sue mura nascondono un sinistro segreto, dato che venivano sepolte persone e leggenda vuole, a detta del simpatico signore incontrato poco tempo prima, che una mummia ben conservata fosse stata ritrovata alla fine della Seconda Guerra Mondiale e che un soldato polacco, per fare uno scherzo ad un suo commilitone abbia poggiato durante la notte la defunta, facendo morire d’infarto al risveglio il suo amico.

Storie affascinanti in una terra affascinate, penso tra me e me.

…Saluto finale verso l’entroterra Piceno…Montalto Marche, Patrignone…

Dopo qualche ripresa finale, ed aver gustato il Mistrà, una specie di Anisetta dal gusto molto piacevole, ed aver salutato allegramente la bella cittadinanza Offidana, che durante il mio ritorno in auto mi concede sorrisi e strette di mano, decidiamo di andare via dirigendoci verso una parte di Marche a me sconosciuta.

Hany vuole dirigersi verso Castignano, per immergersi nel mistero dei Templari, ma preferisco battere nuove strade, e così arriviamo sotto il meraviglioso Comune di Montalto Marche.

Le batterie sono scariche ed un caffè è proprio quello che ci vuole per ristorarci. La ragazza del bar ci spiega che la città è viva in estate e che molti investimenti stanno arrivando dai paesi nordici, dato che la  nutrita comunità olandese è divenuta un partner strategico nella coltivazione dello zafferano.

Uno scorcio che non ti aspetti

Montalto Marche la Cattedrale di Maria Assunta

Il centro storico è concentrato in un fazzoletto di terra, ma il suo fascino è unico. Saliamo sopra la piccola piazza prospicente il Comune a di lì in pochi metri si può contemplare la Concattedrale di Santa Maria Assunta, fondata da Papa Sisto V qui natio fino ad una cinta muraria elegantemente merlata.

Godiamo la bellezza di questa città ed il vento che ci schiaffeggia fortemente il viso, avvolge magicamente il nostro giro tra merli e paesaggio.

Rimaniamo estasiati da questa piccola cittadina, fino a poco tempo fa estranea alla mia vita e decidiamo di fermarci per un piccolo tour tra le vie del borgo, perchè vorremmo trattenerci ancora un pò. Le corte giornate invernali e la qualità della luce scemano e riprendiamo mestamente la via di casa. Poi mentre guidi distrattamente nell’entroterra Piceno ti accorgi di Patrignone, e sembra che il silenzio che avvolge il paesino ci dia una serenità indefinita. 

Patrignone un piccolo borgo che sa di melodia

Una promessa da mantenere

Il Signor Franco della Pro-Loco di Offida, durante la nostra piccola chiaccherata sul portone del chiostro di Santa Maria della Rocca, precedentemente ci ha parlato di tante cose che distrattamente non ho annotato, così preso dal volo del mio drone.  Ma una cosa è impressa nella mente: calpestare la simpatica pecora stilizzata tra le scale della chiesa, esaudirà un desiderio.

Lo esprimo insieme al il mio amico di avventure, perchè da una settimana siamo alle prese con un lungo viaggio giornalistico. Un lungo viaggio per far conoscere all’estero le nostre bellezze, spesso malamente bistrattate, ma che qui hanno una cura particolare grazie alla cittadinanza che sente forte il richiamo della terra Picena.

 

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