Astana 2017 – Un Expò per la salvaguardia del mondo – Speciale Kazakistan

“L’italiana” Yenlik

Dopo l’intervista con i due valenti architetti, Makhambet, ci viene a prendere gentilmente in auto. La sua simpatia è un biglietto da visita del suo popolo, che non mi ha mia fatto sentire un forestiero, ma quasi uno di loro, nonostante il turismo sia ancora agli albori.

Scopro la sua grande passione calcistica per il Manchester United, ed è aggiornato su tanti risultati calcistici, sopratutto dell’ennesima sconfitta della sfortunata Juventus contro il forte Ajax.

E’ strano come questo sport possa essere un collante e cementare amicizie, anche tra popoli distanti e nonostante non abbia nessuna passione in particolare, rifletto che intendersene almeno un pò, possa essere una cosa positiva per rompere il ghiaccio, sopratutto quando si è con degli sconosciuti.

Per avere una traduzione migliore il nostro Virgilio kazako, chiama una sua amica Yenlik, studentessa dell’università di Parma.

Ci saluta e una volta in auto ci parla delle sue esperienze e delle tante amicizie pugliesi coltivate durante i suoi studi in Italia.

 I grandi spazi e quella strana Piramide

Piramide della Pace di Nur Sultan. La struttura che ospita anche un auditorium. è uno degli elementi architettonici di spicco della capitale kazaka, che è posta lungo la direttrice principale della larga avenue.

Entriamo ed usciamo dalla macchina, per fotografare i punti d’interesse e quello che mi fa più impressione è la mia difficoltà nell’attraversare la strada durante il semaforo verde, tanto sono ampie le arterie.

Problemi di traffico, infatti nemmeno nell’ora di punta si verificano e la congestione qui sembra qualcosa che appartiene solamente alla nostra vecchia e cara Europa.

Vicino a palazzi a “torre”, si eleva una strana costruzione, una Piramide denominata della Pace. Entriamo dentro, non prima di aver varcato un metal detector. E’ un vero e proprio tempio, in cui i capi religiosi si incontrano per discutere le proprie tesi.

Un simbolo di amicizia nel bel mezzo della città.

Oltre alla sua idea sono presenti vari ambienti tra i quali un teatro e dei plastici dove è possibile capire la conformazione della città, realizzata lungo un asse forte e diramato da arterie più piccole, in cui sono ubicati parchi urbani ed altre strutture con diverse destinazioni d’uso.

Astana 2017 – Future Energy

Il Logo dell’Expò di Astana ora Nur Sultan e dedicato alla processo delle nuove fonti rinnovabili. Il padiglione è altamente tecnologico e di grande estensione.

Dopo una breve passeggiata in auto per vedere altre testate importanti di Nur Sultan, eccomi finalmente in un altro tempio, quello energetico,  che ha reso nell’ultimo quinquennio celebre non solo Astana, quanto tutto il Kazakistan.

L’esterno è un trionfo di architettura contemporanea e non solo, poichè anche il contesto circostante regge il confronto con tutto il grande padiglione.

Immagino durante l’eccezionale annata del 2017, cosa potesse essere questa zona vissuta a tutte le ore da forestieri e locali, per festeggiare questa meravigliosa manifestazione, che a mio avviso sembra molto più originale di quella di Milano realizzata secondo due semplici direttrici, il Cardo ed il Decumano.

Una volta dentro mi inoltro dentro la sfera che ha così tanti livelli, che una volta in alto appena affacciato ho le vertigini, ma posso ammirare l’estensione di questa bella capitale e dove scrutando all’orizzonte si vede una natura che la fa da padrona.

Un ampio tavolato regna silenzioso sulle aree circostanti.

Perso nel labirinto delle fonti rinnovabili

Uno dei tecnologici livelli del padiglione di Astana 2017. Passeggiare, scoprendo le problematiche del mondo attuale e il buon utilizzo che potremmo fare delle rinnovabili fa sentire un certa voglia di cambiamento. Un Expò, che ha dato lustro ad un paese celebre dopo il crollo dell’Urss, solamente per il suo ricco sottosuolo.

La palla di cristallo, probabilmente posta per indovinare il destino dell’umanità è di una bellezza sconvolgente, ed ha messo a dura prova una nuova classe dirigenziale, talentuosa e giovane. Una scommessa vinta dal paese, che ha voluto esaltarsi con una sfera costruita in acciaio e vetro, tenendo conto dei forti sbalzi termici del duro inverno locale.

I giovanissimi ragazzi che lavorano hanno a mala pena venti anni, sono tutti molto educati e con un impeccabile inglese, quando qualche volta mi perdo nel labirintico padiglione, mi portano sulla retta via.

Assisto a tanti tour virtuali, insieme a scolaresche e giovani insegnanti che avranno la mia stessa età. Un paese che della demografia ha fatto una delle sue più grandi risorse, in cui i tanti giovani e le nuove “teste” pensanti sono il nuovo tessuto connettivo del paese.

La maggior parte ha studiato all’estero per qualificarsi meglio e poi riportare il know-how in Kazakistan, lavorando con impegno per migliorare la propria nazione, con programmi ad alta vivibilità es sostenibilità.

Astana il futuro del mondo

Un plastico sulla nuova e moderna City economica e sociale di Nur Sultan, che ha ancora molto da dire sia perchè ha vaste estensioni di terreno da sfruttare, ma sopratutto perchè il governo vuole implementare la sua crescita. Oramai il baricentro del’economia mondiale si stà sempre più spostando verso questa affascinante parte di mondo.

Ogni livello ha un suo tema dedicato all’eolico, alle biomasse, fotovoltaico e via discorrendo, con tour virtuali non solo sul futuro delle rinnovabili, quanto alle problematiche del nostro globo, legato ancora a filo doppio dal consumo dei CO2.

Con molta semplicità questa bellissima spirale con passerelle e ascensori colorati, che camminano a sostenuta velocità mi permettono di salire e scendere senza faticare molto, in quanto spesso perdo il senso dell’orientamento, data la sua ampiezza.

La nascita della terra, un viaggio verso Astana, una rapida storia dell’uomo m’incantano cosi’ tanto che spendo per ogni livello più di una buona mezz’ora.

Una mi colpisce in particolar modo.  Sono molto stanco e decido di disertarlo, ma è il ragazzo antistante l’ingresso mi dice di aspettare, perchè non posso perdere questo meraviglioso spettacolo.  Ci sono le distanze della terra dagli altri pianeti ed un viaggio dentro Astana, così ben realizzato che mi sembra di esserne il protagonista.

Saluto il ragazzo,  che mi chiede la mia provenienza ed una volta venutene a conoscenza, mi chiede dei consigli sulle mete italiane migliori, perchè in estate verrà a far visita al nostro amato “stivale”.

Questo mi fa male, poichè ogni qual volta mi trovi all’estero e svelo le mie origini, tutti vogliono parlarmi ed esprimere il loro amore per la nostra martoriata Italia. Abbiamo un tesoro e non sappiamo valutarlo, mentre qui dove la rigidità invernale crea forti disagi, ingegneri, scienziati e tecnici sono riusciti, in breve tempo a realizzare questo “campus” tecnologico.

Astana 2017 sfida vinta sul futuro dell’umanità

Astana 2017 – Una sfida verso il futuro, una sfida accettata dal governo e vinta a pieni titoli.

Se il nostro collasso, dovuto all’inquinamento, è imminente questa terra ricca di petrolio e gas, invece ha cambiato modus operandi, non maledicendo le sue risorse, ma cambiando rotta e proponendo scelte diverse, che sono sulla bocca di tutti, ma che ancora sono lungi dall’essere sfruttati nella loro interezza.

Che dire Astana 2017 un esempio per tutti noi per la salvaguardia del mondo.

Astana 2017 sfida accettata…Astana 2017 sfida vinta.

 

 

 

 

 

 

 

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