Ascoli Piceno ed il nuovo Umanesimo – intervista al Sindaco Marco Fioravanti

Nuove percezioni

Piazza del Popolo, una delle Piazze più belle d’Italia – (Foto Camilla Cardellini).

Non sono le giornate targate Covid ad aver cambiato le nostre vite, quanto l’idea rivoluzionaria della nuova nomenclatura tesa verso un politically correct, un immaginario che erodendo le nostre arcaiche terminologie, reciderà di netto il nostro legame con il passato.

Tutto ciò che precedentemente davamo per scontato, oggi non lo è più e le nostra quotidianità sarà avvallata da nuove regole imposte dall’emergenza e da una nuova visione d’insieme.

Ascoli fortunatamente non cambia, rimanendo intatta da attacchi “patogeni” esterni. La sua fiabesca vitalità risiede nelle sue rue, nelle stratificazioni storiche e nei riti ancestrali tramandati da generazioni in generazioni dalla sua gente, amabilmente attaccata al suo retaggio culturale.

Intervista al Sindaco Marco Fioravanti

Nel rapido scambio di battute il Sindaco Marco Fioravanti, tratteggia le nuove opportunità di una delle città più belle d’Italia.

M.I.:”Sono con il Sindaco Fioravanti e da “Ascolano” acquisito, provo una grande emozione tornare nella mia città, che mi ha regalato cultura e anche un tocco di quella gaiezza che arride alla gioventù. Qual’è il sentimento che prova ad essere il primo dei cittadini?“.

M.F.:”Sono nato ad Ascoli Piceno e legato da un grande amore, proprio per questo insieme a tutta la comunità stiamo lavorando per “disegnare” nuovi orizzonti, connettendola al mondo ed implementando le sue inespresse potenzialità.

Ascoli Piceno e la Fase 3

Il sindaco Marco Fioravanti, con mascherina d’obbligo durante una manifestazione nei tristi giorni del lockdown.

M.I.:”Stiamo entrando nella FASE 3 e nonostante ci siano dei timori per una possibile ricaduta, la vita sta tornano sui giusti binari. Come si sta preparando la città alla sua riapertura totale?“.

M.F.:”Durante il lockdown abbiamo tenuta alta la guardia postando sui miei canali social notizie inerenti il Coronavirus, condividendo informazioni e confrontandoci quotidianamente con la cittadinanza.

Per trasformare l’epidemia in un’opportunità, la nostra amministrazione si sta adoperando con energia e protagonismo, per poterla rilanciare.

Abbiamo abbassato Tari ed Imu per le attività e le famiglie in difficoltà economica, dando degli incentivi alle nostre aziende.

Stiamo installando sia la filodiffusione per accompagnare i turisti in visita, stimolando la loro emotività visiva ed auditiva, sia totem interattivi per renderli partecipi sulle innumerevoli possibilità del nostro tessuto storico.

Il progetto in cui crediamo maggiormente è il rilancio del nostro comparto turistico estero e se prima della pandemia ci si preoccupava di un inurbamento delle grandi metropoli, oggigiorno c’è una controtendenza a favore dei borghi e dei centri intermedi, in cui oltre al naturale “distanziamento sociale” c’è un ritorno ad una vita più genuina.

Una grande opportunità da non sciupare.

Questione di “lentezza” con il nuovo uomo “ascolanum”

Il Liberty di Caffè Meletti, dove gusto, storia e personaggio famosi si sono incrociati con i destini della città – (Foto Camilla Cardellini)

M.I.:“Ascoli Piceno a detta di molti esperti ha una delle piazze più belle d’Italia, in cui i cittadini si sentono partecipi delle sue ricche tradizioni. Lei non ha paura che nell’era dello smart-working ci possa essere un naturale abbassamento delle presenza turistiche?”.  

M.F.:”In questa fase, dove il processo di digitalizzazione sarà obbligato dall’emergenza e da fattori economici, penso si possano creare nuovi presupposti lavorativi, perché il Cornavirus ha fatto riscoprire l’elemento della “lentezza”, facendoci riapprezzare la gioie delle piccole cose, al contrario dello sfrenato individualismo pre-lockdown.

Crediamo fortemente in questo valore e pensiamo che vivere con i giusti ritmi, entrando in empatia con il calore del bianco travertino, in cui la dimensione umana e l’autenticità della nostra gente sono dei forti elementi rigenerativi.

Una possibilità in più in cui il turismo non è solo un modo per fare cassa ma un incrocio e una connessione di comunità”.

Il Nuovo Umaneismo

L’archistar Massimiliano Fuksas, parla di un nuovo Umanesimo in cui i borghi rivivranno la gloria passata, spopolando le periferie delle nostre inurbate città.

M.I.:“Sia lo scrittore Franco Arminio che l’archistar Massimiliano Fuksas hanno parlato di un nuovo Umanesimo dei nostri borghi e delle nostre comunità montane. Potrebbe essere un’ opportunità per riprogrammare Ascoli?”.

M.F.:”Concordo con Fuksas, siamo agli albori di un nuovo mondo e di un nuovo Umanesimo, in cui la nuova concezione della vita modificherà il nostro rapporto con la città, giovando alle fasce interne della regione, che nel corso degli anni hanno avuto una decrescita demografica.

Se un decennio fa l’elemento base della nostra quotidianità era il tempo, oggi l’aspetto motivazionale è il nuovo valore aggiunto, insieme al rafforzamento delle infrastrutture, onde avere una mobilità agile e flessibile.

Abbiamo tutti i requisiti per attrarre il turismo straniero, con i giusti connotati estetici e spirituali del nostro tessuto storico.

Provi a mettersi al centro di Piazza del Popolo e sentirà una grande carica emotiva, un segno indelebile che lega molti visitatori alla nostra città”.

Intramontabili scorci

Uno degli scorci più belli di Ascoli Piceno: Porta Tufilla con le retrostanti torri del suo ricco centro storico.

M.I.:“100 Torri, stratificazioni storiche e gastronomia e poi una città baricentrica tra mari e monti. Personalmente la mia zona preferita è quella a ridosso di San Vincenzo e Sant’Anastasio. La sua?”.

M.F.:”Condivido, anche se preferisco lo scorcio di Porta Tufilla, con retrostante il Ponte Romano e la montagna illuminata dal sole mattutino. Ascoli ha così tante belle angolazioni che è difficile dare un giudizio obbiettivo.

Grazie alle sue innumerevoli stratificazioni storiche, la città offre diverse prospettive che rispecchiano i gusti delle epoche che si sono succedute tra loro. Un paese non solo da raccontare ma da vivere”.

Arte in una citta’ d’arte

La Quintana, la più celebre manifestazione storica, che ha reso Ascoli celebre nel mondo.

M.I:“La sua città è conosciuta ma non ha ancora la giusta visibilità. Quali sono le manifestazioni in programma per far lievitare le presenza turistiche?”.

M.F.:”La nostra scommessa è il lancio ad autunno di un piano di marketing internazionale, interfacciandoci con il portale Visita Ascoli, in cui raccoglieremo le esperienze dei turisti, pillole di video ed inseriremo sempre nuovi palinsesti da trasmettere in digitale.

Crediamo in questa scommessa e trasformeremo Ascoli in uno specchio per la cultura, rigovernando l’area dell’anfietatro romano in un nuovo polo attrattivo, con future rassegne filosofiche, musicali ecc.

Poi abbiamo il nostro pezzo forte; la rievocazione storica della Quintana, manifestazione aggregativa per locali e non e che abbiamo deciso di esportare all’estero, per dare la giusta visibilità mediatica alla nostra città.

Attraverso l’arte vi faremo avvicinare ad una città d’arte”.

Ascoli Piceno la mia cura

Ascoli città delle 100 Torri e non solo. Una città che lega il suo amore con la mia gioventù.

Viaggio per arginare i mali della vita e forse trovare quella “verità” a cui ogni uomo fin dalla sua nascita aspira. So di non trovare soluzione, ma la bellezza risiede proprio in questa continua ricerca.

Ad Ascoli, invece ho trovato qualcosa di veramente interessante, una “nuova medicina” contro le algide regole imposte dal nuovo “corso” storico, un rapporto empatico con una piazza, con la sua gente e con me stesso.

E’ una cura a basso prezzo e garantita, una terapia non invasiva che può essere fatta ogni qual volta lo si desidera, a cui il nostro animo si ritempra non più avvezzo a sinceri slanci d’umanità.

 

 

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