Abruzzo confessioni generazionali.

La Signora Chiarolla

Vista della fortezza con il contesto circostante.

Mi manca la signora Chiarolla, con i suoi cappelli bianchi annodati in un complesso toupe. Mi manca la sua rara gentilezza, l’amore per il suo lavoro e le sue composte parole, durante il nostro quotidiano saluto mattiniero.

Sacerdotessa” del buon gusto, la sua presenza rimane impressa nella memoria di chi l’ha conosciuta, cosi umile rispetto all’azzeramento delle masse e dai raffazzonati “capitani di ventura” e se penso che Trump, abbia deciso di aver bombardato la Siria di fronte alla più buona torta di cioccolato assaggiata, capisco di quanto il movimento tellurico della nuova “Ideocrazy“, abbia preso piede.

Attrice dei nostri borghi è legata ad un passato remoto delle nostre piccole comunità, asfaltate dal consumismo neo-liberale.

Un ritorno con paura

Il Sindaco Cristina Di Pietro, strenuo sostenitore delle tradizioni locali (Intervista https://bit.ly/3m62P1Y )

Civitella del Tronto è un arduo banco di prova, in cui poter testare il drone dopo lo sfortunato incidente di Rasiglia. (Articolo e video Rasiglia https://bit.ly/3m1vaWS)

Devo tanto a questo paesino, perché il suo gentile Sindaco Cristina Di Pietro, dopo la mia intervista sulle opportunità turistiche nel post lockdown, mi ha concesso l’onore di inserire il banner del suo Comune nel mio giornale online, a mo’ di “chiavi della città“.

Non ero soddisfatto delle mie riprese e volevo farne delle altre per evidenziarne l’incredibile tessuto storico.

Dallo sperone fino al cortile della fortezza spicco il volo ogni qual volta trovo le condizioni ideali, ma ho le incertezze tipiche di chi convive con la paura e solo l’entusiasmo di alcuni allegri bambini in piazza mi donano un pò di serenità.

Il “Decreto Rilancio” del bevitore

Tra le numerose manifestazioni a Civitella, anche un’abile falconiere

Il Covid non ha intimorito i visitatori, anzi il borgo è preso d’assalto da motociclisti e folti gruppi provenienti dal nord Italia, il cui intercalare disdice con il chiassoso bevitore, che dentro il bar tracanna pinte di birra.

Siamo in un’epoca in cui la parola di un attore vale più di quella di uno scienziato e quest’ultimo, come in tanti, ha la risoluzione ai mali che affliggono il mondo e nonostante non sia un dottore, considera il virus una potenziale scusa per depauperare il nostro malandato Pil.

Come Lukaschenko in Bielorussia ha suggerito ai propri concittadini di sconfiggere il male bevendo vodka, lui beve birra per liberarsi dalle tensioni quotidiane e mi offre un drink, che gentilmente declino.

E’ innamorato della cittadina e pensa che valga la pena di ristrutturarla con il Superbonus 110%, anche se ha dei forti dubbi, dato che il patrimonio edilizio è costituito quasi interamente da vecchie case in pietra e quindi l’abbinamento cappotto-infissi potrebbe non bastare.

“Salire di due classi energetiche poi, a quale gioco giochiamo?“. Mena fendenti in aria ed impreca come se di fronte si fosse materializzato qualche impopolare politico. Preferisco andar via prima che la situazione degeneri.

Non abbandoniamo Civitella del Tronto

Le meravigliose Gole di Civitella del Tronto in cui una natura incontaminata domina sovrana.

Non lasciamo morire questo meraviglioso centro storico e probabilmente non sono stati solo i precedenti eventi a far spopolare il nostro entroterra, quanto una sfiducia in un sua rinascita

Gli scuri delle case sono chiusi e nonostante tutto la maggior parte delle abitazioni non sembrano lasciate al loro destino, perché ben conservate.

Qualche volta il costruito si dirada dando spazio ad una minuscola piazza, con qualche solitario alberello, che mi serve a ripararmi dalla calura.

L’antipatico diacono

Veduta aerea dell‘Abbazia di Santa Maria in Montesanto con il meraviglioso contesto naturalistico delle Rocche di Civitella.

Le Rocche di Civitella, sono uno spettacolo unico e mi ricordano il mio viaggio nell’enigmatica Transilvania, dove castelli ed antiche chiese fanno la felicità dei cittadini romeni.

L’Abbazia di Santa Maria in Montesanto rivaleggia in bellezza con la fortezza e decido di spingermi in alto per delle riprese.

Due ragazzi si allenano duramente e durante un attimo di pausa mi sottolineano che non ci dovrebbero essere particolari divieti nel far volare il drone.

Cerco uno slargo per avere quella sicurezza oramai persa da tempo e prima di decollare scorgo innumerevoli statue che rimandano ad antiche religioni, anche quella che raffigura un’astronauta mi rimane maggiormente impressa, perché sembra un ammonimento alla nostra fedele fiducia nella tecnologia, atta a recidere il cordone ombelicale con i misteri della fede.

Cordone che avrei tagliato all’istante, quando il diacono dell’abbazia viene verso di me sbraitando ed ammonendomi con molta maleducazione.

Non vuole assolutamente estranei ed anche i giovani che prendono le mie difese addossandosi la colpa per il loro precedente suggerimento, vengono bersagliati da brutte ingiurie.

Dice che la Chiesa è proprietà privata e che debbo andar via. Da quando la religione è proprietà privata? Non dovrebbe essere gioia e condivisione da parte della  comunità? Questo “ministro” di Dio, invece si arroga il diritto di sostituirsi all’Assoluto, nella sua presuntuosa cecità.

Civitella del Tronto passaggio generazionale

Foto aerea che mette in mostra lo sperone cittadino.

Quando ero bambino non capivo perché mio padre fosse così attaccato a questo borgo e decidesse di passeggiarci quasi tutti i fine settimana.

Purtroppo le cose le capisci quando le perdi, e nel pieno della mia maturità ho una percezione diversa del tempo, meno estendibile, più fugace e sento che le possenti mura di questa meravigliosa cittadina, sono il mio ultimo riparo contro la stupidità umana da cui “eroicamente” cerco di sfuggire.

 

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2 thoughts on “Abruzzo confessioni generazionali.

  1. L’ Abbazia di Montesanto è stata completamente ristrutturata con soldi pubblici e compreso l’ultimo intervento della Sovrintendenza d’Abruzzo post neve/sisma 2017. L’atteggiamento del diacono è vergognoso e non è la prima volta. Il comune dovrebbe intervenire duramente….

    1. Grazie per il suo messaggio.
      Il diacono non è stato tenero nemmeno con le parole. Sono proprio le persone come lui che allontanano le nuove generazioni dal rispetto nei confronti dell’altro. Ho voluto scrivere questa piccola disavventura, perché non mi è sembrato giusto il modo di trattare un professionista.
      Mi dispiace per lui.

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